
Un nuovo principio terapeutico che mira a trattare il cancro correggendo l’equilibrio organizzativo dei tessuti
Lina Ghibelli, docente di Nano-biotecnologie, e ricercatore al Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, descrive una diversa strategia che potrebbe portare a un effetto antitumorale duraturo, perché basata sul principio della rieducazione dei tessuti.
Le attuali terapie anticancro mirano a eliminare, uccidendole, le cellule “sbagliate”, con l’obiettivo di ridurre la massa tumorale e prolungare la sopravvivenza dei pazienti. La “guarigione” non è purtroppo un obiettivo accessibile con tali approcci. Infatti il tessuto tumorale “ferito” dalle terapie reagisce ricostituendosi con un maggiore grado di malignità.

foto: ufficio stampa
La maggior parte dei pazienti con tumori metastatici tuttora non sopravvive a dispetto della disponibilità di farmaci sempre più efficaci e meno tossici; si sta quindi facendo un grande sforzo per sviluppare nuovi approcci terapeutici. Un’alternativa molto promettente è la Immunoterapia con “checkpoint inhibitors”, Gli inibitori dei check-point mirano a ristabilire le difese immunitarie: in tal modo, le cellule cancerose vengono eliminate “endogenamente” da un sistema immunitario riattivato e non direttamente dai farmaci citotossici somministrati. Questa strategia promette di eliminare il tumore in maniera duratura, perché è basata sulla rieducazione delle difese interne dell’organismo.

foto: pixabay
L’anakoinosis, del greco antico “comunicazione”, è un nuovo principio terapeutico che mira a trattare il cancro correggendo l’equilibrio organizzativo dei tessuti (omeostasi ndr), che è fortemente alterato nei tumori. I molti trial clinici di anakoinosis svolti finora ( su oltre 700 pazienti con diversi tipi di tumori), hanno evidenziato, in aggiunta al miglioramento delle condizioni del paziente, l’inatteso bonus di un oggettivo effetto anti-tumorale su almeno il 60% dei pazienti trattati: una diversa strategia che potrebbe portare a un effetto antitumorale duraturo perché basata sul principio della rieducazione dei tessuti, invece che sull’eliminazione delle cellule “sbagliate”.

foto: pixabay
Inoltre il costo della terapia anticancro anakoinosis permette di risparmiare circa il 70% rispetto alle spese richieste per i trattamenti “targeted”, perchè il diretto bersaglio della terapia non richiede fattori e prodotti ritagliati a misura del singolo paziente, consentendo quindi di abbassare i costi degli screening iniziali e della preparazione dei farmaci. Inoltre, molti dei farmaci usati sono riproposti, cioè sono approvati e usati per trattare altre patologie (es disordini metabolici): questo consente di tagliare notevolmente i costi di produzione.
Gli importanti, e in qualche modo sorprendenti, risultati ottenuti a livello clinico devono ora essere integrati da prospettive chiare di guadagno economico, per motivare le Compagnie Farmaceutiche a investire di più su Anakoinosis. Sono state inoltre organizzate due Conferenze Internazionali sui principi scientifici di anakoinosis, tenute nel 2016 e nel 2018, con gran partecipazione di ricercatori (www.anakoinosis.org). Una terza Conferenza è programmata per la primavera del 2020, e sarà specificamente dedicata agli aspetti farmacologici di anakoinosis e alle prospettive di drug development.